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TFR ai fondi pensione: ora si può scegliere quanto versare

La Legge annuale per il mercato e la concorrenza (Legge n. 124/2017), in vigore dallo scorso 29 agosto, ha introdotto rilevanti novità in tema di previdenza complementare. In particolare, è ora ammessa la possibilità di destinare alle forme pensionistiche complementari una quota inferiore al 100% del TFR maturando a condizione che i contratti e gli accordi collettivi dispongano in tal senso. Si tratta di una novità di assoluto rilievo poiché, fino ad oggi, nella generalità dei casi, il lavoratore che sceglieva di aderire ad un fondo pensione doveva necessariamente conferire il 100% del proprio TFR maturando. A fronte dell’entrata in vigore della Legge n. 124/2017, i contratti e agli accordi collettivi, con riferimento ai lavoratori dipendenti che aderiscono, su base collettiva, ai fondi pensione istituiti da fonti negoziali, potranno, pertanto, definire, oltre che – come già accade - le modalità e la misura minima della contribuzione a carico del datore di lavoro e del lavoratore stesso, anche la percentuale minima di TFR maturando da destinare a previdenza complementare, diversa, dunque, dal 100%.
Le fonti istitutive potrebbero prevedere anche più quote percentuali alternative di TFR da conferire, nell’ambito delle quali la quota minima potrebbe addirittura essere pari a zero. La scelta in ordine alla quota di TFR da versare è rimessa agli aderenti destinatari dell’accordo ai quali deve essere, in ogni caso, riconosciuta la facoltà di optare per l’integrale destinazione del TFR al fondo pensione.
Preme evidenziare che la previsione di conferire il TFR in misura inferiore al 100% non riguarda gli aderenti su base individuale i quali, in caso di adesione alle forme pensionistiche complementari, continueranno a versare il 100% del TFR maturando.
Con riferimento agli accordi legittimati a stabilire una percentuale minima della quota di TFR da conferire al fondo pensione, si tratta dei contratti e accordi collettivi, anche aziendali, e accordi fra soci lavoratori di cooperative, nonché, per i lavoratori i cui rapporti di lavoro non siano disciplinati da contratti o accordi collettivi, anche aziendali, il regolamento aziendale.
I destinatari delle nuove disposizioni sono tutti i lavoratori dipendenti nei cui confronti trovano applicazione le fonti istitutive che disciplinano la percentuale minima di TFR, a prescindere dal momento di iscrizione alla previdenza obbligatoria o ai fondi pensione, oltre ai soggetti già iscritti ad una forma pensionistica complementare, che già conferiscono il TFR in misura integrale, che possono scegliere di devolvere, per i flussi futuri, la percentuale fissata negli accordi. La scelta del lavoratore di conferire, comunque, l’intera quota di TFR maturando, potra essere successivamente modificata in favore della devoluzione parziale. Rimane, invece, confermato il meccanismo del silenzio-assenso che si sostanzia nell’adesione alla previdenza complementare da parte del lavoratore secondo modalità tacite e che comporterà sempre la devoluzione integrale del TFR, ma anche tali soggetti potranno esprimere, in un momento successivo all’adesione tacita, la volontà di devolvere al fondo di appartenenza la sola quota fissata dalle fonti istitutive, a condizione che gli stessi optino per il versamento al fondo anche dei contributi a loro carico.

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