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Come cambia il Fondo di Garanzia PMI con il Milleproroghe

Gli art. 3 c. a bis e 4 ter del Milleproroghe hanno di fatto modificato le precedenti regole definite nella Legge di Bilancio 2022 rivedendo e sostenendo le piccole e medie imprese in tema di Fondo di Garanzia.

L'approvazione della Legge di Bilancio 2022 aveva purtroppo decretato un graduale rientro del Fondo Centrale di Garanzia nell'operatività ordinaria, considerando l'attenuarsi della crisi  pandemica e lo slittamento da parte della Commissione Europea del Temporary Framework UE sugli aiuti di stato soltanto fino al 30 giugno 2022. 

É prevista l'eliminazione della garanzia a titolo gratuito (dal primo aprile 2022) mentre la concessione della garanzia senza applicazione dello specifico modello di valutazione adottato dal Fondo viene mantenuta solo fino al 30 giugno 2022.

Il Decreto Milleproroghe ha di fatto modificato le precedenti regole definite nella Legge di Bilancio 2022 rivedendo e sostenendo le piccole e medie imprese in tema di Fondo di Garanzia.

Nello specifico le novità introdotte riguardano:

  • la concessione alle PMI, dal primo luglio all’ultimo dicembre 2022, degli interventi di garanzia del Fondo per finalità di investimento con garanzia 80% indipendentemente dalla fascia di appartenenza in cui si ricade all'interno del modello di valutazione e per altre finalità come ad esempio esigenze di liquidità (in questo caso garanzia 80% a favore dei soggetti beneficiari che rientrano nel modello di valutazione nelle fasce 3,4,5 e garanzia al 60% in favore dei soggetti beneficiari che rientrano nelle fasce 1 e 2);
  • sospensione di ulteriori sei mesi per i finanziamenti fino a € 30 mila erogati tramite il Fondo Centrale di Garanzia PMI con rate di rimborso previste nel 2022. La dilazione si applica ai soli rimborsi previsti nel corso dell'anno.

Secondo i dati pubblicati dalla task force liquidità (nella quale rientrano MEF, MiSE, Banca d'Italia, l'Associazione bancaria italiana, Mediocredito centrale e Sace), le richieste di garanzia pervenute al fondo tra il 16 marzo 2020 e il 22 febbraio 2022 hanno raggiunto quota 2.616.495 per un valore complessivo che supera € 227,6 miliardi.

Nel dettaglio, le domande relative alle misure introdotte dai decreti “Cura Italia” e “Liquidità” sono 2.598.243 per un importo finanziato che sfiora € 225,9 miliardi. Nel 2021, le domande accolte sono state 999.064 a fronte di 1.585.344 nello stesso periodo del 2020. 

Gli interventi di garanzia diretta rappresentano la quasi totalità con il 96,0% del totale (959.315 domande accolte) mentre la riassicurazione/controgaranzia il 4,0% del totale (39.749 domande accolte). Dal confronto con i dati relativi al 2020, si rileva una riduzione del -37,6% per la garanzia diretta e del-16,5% per la controgaranzia/riassicurazione.

Le richieste relative ai finanziamenti fino a €30mila, che possono essere erogate anche prima di ottenere l'esito definitivo dell'istruttoria da parte del gestore, sono invece 1.180.850 per circa € 23 miliardi.

Le garanzie per moratorie del decreto “Cura Italia” sono 694.903 per un importo complessivo che si avvicina a € 27 miliardi. Infine, i prestiti garantiti nell'ambito di “Garanzia Italia” di Sace (la società per azioni del gruppo italiano a partecipazione pubblica Cassa depositi e prestiti) ammontano a € 32,9 miliardi per 4.581 operazioni. 

La grande importanza e utilità del fondo di garanzia a tutela delle PMI, è inoltre registrata dalla crescita di oltre € 22 miliardi dei volumi complessivi dei prestiti garantiti in procedura semplificata, a fronte di 4.467 richieste di Garanzia gestite ed emesse tutte entro 48 ore dalla ricezione attraverso la piattaforma digitale dedicata a cui sono accreditate oltre 250 banche, istituti finanziari e società di factoring e leasing.