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Rivalutazione beni di impresa

La norma estende la possibilità di rivalutare i beni di impresa, prevedendone l’applicabilità anche all’avviamento e alle altre attività immateriali .

La Legge di Bilancio 2021 dopo il decreto Liquidità e dopo il decreto di agosto interviene di nuovo sulla legge di rivalutazione dei beni di impresa. Estende la possibilità di rivalutare i beni di impresa anche all’avviamento e alle altre attività immateriali risultanti dal bilancio dell’esercizio 2019.
La norma estende la possibilità di rivalutare i beni di impresa, prevedendone l’applicabilità anche all’avviamento e alle altre attività immateriali .
La norma prevede che il saldo attivo della rivalutazione può essere affrancato, in tutto o in parte, con l’applicazione in capo alla società di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) e di eventuali addizionali nella misura del 10 per cento.
Il maggior valore attribuito ai beni ed alle partecipazioni può essere riconosciuto, ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP, a decorrere dall’esercizio successivo a quello con riferimento al quale la rivalutazione è stata eseguita, mediante il versamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP nella misura del 3 per cento per i beni ammortizzabili e non ammortizzabili.