Newsletter Opera - approfondimenti

Trattamento IVA negli appalti internazionali

L'Agenzia delle Entrate, con un recente chiarimento, ha fornito indicazioni importanti riguardo al trattamento IVA di una complessa operazione nell'ambito di contratti di appalto internazionali e che ha come oggetto impianti da collaudare o sviluppare in Paesi extra Unione Europea.

L'Agenzia delle Entrate, con un recente chiarimento, ha fornito indicazioni importanti riguardo al trattamento IVA di una complessa operazione nell'ambito di contratti di appalto internazionali e che ha come oggetto impianti da collaudare o sviluppare in Paesi extra Unione Europea.

Nel caso specifico l'stante ha precisato che svolge attività di progettazione dell'impianto ("engineering") e di reperimento e fornitura dei beni che compongono l'impianto stesso ("procurement"). Queste due tipologie di operazioni, in particolare, presentano una "distinta utilità economica", dalla quale l'Agenzia delle Entrate fa discernere un'autonoma rilevanza ai fini IVA. 

Questa utilità economica permette quindi di scindere l’intera operazione in due distinte fasi, L’Agenzia specifica quindi che l’attività di “engineering” essendo un’attività al rapporto di un bene immobile non è significativa ai fini di IVA nel nostro Paese. Al contrario l'attività di "procurement" è invece un’attività di cessione di beni all’esportazione e quindi rilevante ai fini della maturazione del plafond per i soggetti esportatori.

Questo tipo di operazioni vengono chiamate EPC (engineering, procurement, construction) e si contraddistinguono per la concomitante presenza contrattuale di tre differenti attività:

  • engineering, che ha come centro il disegno del progetto e il controllo degli aspetti tecnici e dei materiali,
  • procurement, ovvero il rifornimento dei materiali necessari,
  • construction, ovvero il monitoraggio e il collaudo dell’impianto.

L'Amministrazione finanziaria, sul tema, trae le proprie conclusioni partendo dall'assunto che secondo i principi della normativa in tema di IVA, ogni operazione economica che includa più elementi deve essere considerata come composta da differenti prestazioni o cessioni distinte e indipendenti, a cui si può applicare un trattamento differente ai fini del tributo. La possibilità di applicazione di un solo regime IVA  e tutti gli elementi, infatti, è possibile solo in presenza di operazione complessa la cui sussistenza implica, in particolare, che le prestazioni e/o cessioni formalmente distinte, che potrebbero essere eseguite separatamente dando luogo ad una differente imposizione, non sono tra loro indipendenti. In base all'orientamento espresso dai giudici comunitari, detta circostanza si verifica quando:

- due o più elementi o atti forniti dal soggetto passivo sono così strettamente collegati da formare, oggettivamente, un'unica operazione economica indissociabile la cui scomposizione avrebbe carattere artificiale (cfr., in questo senso, sentenza, C-41/04);

- una o più prestazioni costituiscano la prestazione principale, mentre l'altra o le altre prestazioni costituiscono una prestazione accessoria o più prestazioni accessorie cui si applica la stessa disciplina tributaria della prestazione principale”.

Quindi, suddividendo l’operazione complessa nelle operazioni sottostanti fa ritenere che:

1) l'attività di “engineering”, essendo una prestazione di servizio svolta relativamente a un bene immobile sito all'estero permette di far rientrare l'operazione nel novero dell'art. 7-quater c. 1 lett. a DPR 633/72. Pertanto, detta operazione non è rilevante ai fini IVA nel territorio dello Stato italiano.

2) l'attività di “procurement” si può, invece, generalmente inquadrare come una cessione di beni all'esportazione, come dispone l'art. 8 c. 1 lett. a) DPR 633/72, rilevante ai fini della maturazione del cosiddetto “plafond” per i soggetti esportatori abituali.

3) l'attività di “construction”, ricordando che nel caso di specie viene affidata ad una società controllata costituita nel paese di realizzazione dell'impianto, la società istante ha il ruolo di promotrice comprando da fornitori italiani che spediscono i beni direttamente nel territorio extra Unione Europea dove ha sede l'impianto. Pertanto, si rientrerebbe nella fattispecie di un'operazione triangolare all'esportazione. Su quest'ultimo aspetto l'AE non ha fornito risposte sulla persistenza del regime di non imponibilità IVA per entrambe le cessioni, considerando indispensabile il controllo dell'insieme delle relazioni contrattuali che intercorrono fra i fornitori nazionali (primo cedente) e la società richiedente che promuove la cessione all'esportazione.