Newsletter Opera - approfondimenti

La valutazione delle perdite di valore a causa della guerra in Ucraina

La guerra in corso in Ucraina ha causato degli effetti significativi quali l'aumento delle materie prime, le difficoltà negli approvvigionamenti, l'incremento dell'inflazione. Questi fattori potrebbero ridurre diverse attività a subire una riduzione di valore. Pertanto le società devono stimare il valore recuperabile dei propri assets.

La guerra in corso in Ucraina ha causato degli effetti significativi quali l’aumento delle materie prime, l’incremento dell’inflazione, del costo della vita, dei tassi di interesse, etc. Tutti questi fattori potrebbero portare diverse attività a subire una riduzione di valore. Pertanto, le società devono stimare il valore recuperabile dei propri assets.

 

La posizione delle autorità europee e nazionali

L’ESMA, l’autorità di vigilanza sui mercati finanziari europei, ha pubblicato il Public statement “Implication of Russia’s invasion of Ucraina on half-yearly financial reports”, dove ipotizza che potrebbe essere necessario sviluppare dati previsionali con scenari multipli, focalizzando l’attenzione sui tassi di sconto. Ribadisce inoltre la necessità che gli organi amministrativi, gli organi di controllo e le società di revisione valutino attentamente gli effetti diretti e indiretti della guerra in Ucraina, per verificare il valore recuperabile delle proprie immobilizzazioni materiali e immateriali.

 

Il processo valutativo

In considerazione della difficoltà insita nel processo valutativo, a causa del livello generale di incertezza che potrebbe far emergere nuovi rischi non ipotizzabili nelle precedenti valutazioni sulle aspettative di mercato, l’Organismo italiano di valutazione (“OIV”) ha pubblicato il Discussion paper n. 1/2022 “Impairment test dei non finanancial assets (IAS 36) a seguito della guerra in Ucraina”, con cui intende fornire una traccia di riferimento per valutare il potenziale impatto di questa situazione.

La prima problematica evidenziata dall’analisi dell’OIV è la discontinuità informativa fra i risultati storici e i dati prospettici. L’organo amministrativo è infatti chiamato a valutare quali dati e informazioni storici possano ancora essere utilizzati.

 

Gli effetti derivanti dal conflitto in corso sui dati previsionali

Il documento rileva che il conflitto in corso ha determinato due principali effetti:

1) un aumento rilevante di alcune materie prime: prodotti energetici, metalli, cereali che impattano sull’industria siderurgica, automotive, agroalimentare, etc.;

2) una crescita dell’inflazione che condiziona l’andamento dei consumi influenzando le performance delle imprese dell’abbigliamento, dei mobili, delle calzature, etc..

 Dopo aver effettuato l’analisi dei fattori interni ed esterni tramite la raccolta di informazioni da fonti interne ed esterne e dopo aver valutato l’esposizione al fenomeno di ogni singola attività, la direzione deve stabilire se esistono indicatori di perdita di valore, prendendo in esame tre profili specifici che possono avere impatto sul valore recuperabile:

  • la durata del conflitto;
  • l’intensità degli effetti negativi;
  • l’esposizione al rischio di impairment (perdita di valore) ante conflitto.