Newsletter Opera - approfondimenti

Assenza per mancanza di Green Pass, le indicazioni INPS

Inps fornisce, al superamento da diverso tempo del periodo emergenziale da COVID-19,  istruzioni operative in merito agli aspetti economici e previdenziali legati all'obbligo della certificazione verde sui luoghi di lavoro sino al 30 aprile 2022. 

L’INPS fornisce indicazioni operative riguardo gli aspetti economici e previdenziali legati all’obbligo della certificazione verde COVID-19 (nota Green Pass) sui luoghi di lavoro sino al 30 aprile 2022. Le indicazioni arrivano dopo il superamento, da ormai diverso tempo, della situazione emergenziale legata al COVID-19, che ha imposto, attraverso dei provvedimenti, l’obbligo nel settore pubblico e privato, di possedere il Green Pass. Tale misura prevedeva l’obbligo per il datore di lavoro di controllare, anche a campione, il possesso di tale certificazione ed eventualmente contestare le violazioni delle norme. Rimanevano dei dubbi riguardo alcune tutele nella gestione delle malattie, maternità, permessi e congedi che l’INPS si propone di dissipare con la  Circolare INPS 2 agosto 2022 n. 94.

L’obbligo di certificazione verde

L’istituto nel riprendere in esame il Green Pass richiama il DL 127/2021 che ha esteso, dal 15 ottobre 2021 l’obbligo di Green Pass a tutti i lavoratori dipendenti sia nel privato che nel pubblico.

Il mancato possesso di tale certificazione prevedeva che il dipendente fosse considerato assente ingiustificato fino alla presentazione della certificazione e comunque non oltre il termine dello stato di emergenza, comunque senza conseguenze disciplinari e con il diritto di conservare il rapporto di lavoro.

Questo periodo di assenza non garantisce però obbligo di retribuzione ne compenso, si ricorda inoltre che è stata prevista la possibilità di sospendere il rapporto di lavoro senza retribuzione dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata.

In fine con il DL24/2022 si è avviato un processo di graduale superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da COVID-19, come naturale conseguenza del cassamento dello stato di emergenza in data 31 marzo 2022.

Riflessi sul trattamento pensionistico

Come estensione, l’Istituto afferma che il datore di lavoro di un dipendente non dotato di Certificazione Verde, e quindi assente ingiustificato dal posto di lavoro, non ha nessun obbligo contributivo e quindi tale dipendente non ha diritto a nessuna copertura assicurativa di natura obbligatoria.

Tale aspetto non viene ad essere una generalizzazione della fattispecie ma una espressamente collegata alle indicazioni normative che offrono la possibilità di non retribuire, come richiamato precedentemente, il lavoratore sprovvisto di Certificazione Verde.

Tale situazione si ripropone anche nel comparto pubblico, che seppure con regolamentazione differente ha potuto portare al medesimo risultato.

Interessante la precisazione per i periodi privi di copertura assicurativa dovuta all’assenza ingiustificata, della facoltà di riscatto o di prosecuzione volontaria.

Assenze tutelate

L’Istituto interviene anche, a posteriori, sulla spinosa questione delle assenze tutelate per i lavoratori sprovvisti di Green Pass, chiarendo che la mancanza comporta l’assenza di qualsiasi copertura solo nelle giornate di assenza, mentre invece per le giornate diverse da quella interessata dall’assenza ingiustificata, viene comunque prevista la possibilità di fruire degli istituti di assenza ammessi in costanza del rapporto di lavoro (ad esempio, assenze per malattia, permessi o congedo parentale). I lavoratori che si trovano in una situazione di assenza ingiustificata o sospensione non potranno essere beneficiari di ammortizzatori sociali, neppure se di natura emergenziale.

Nel caso di lavoratore sospeso, come previsto nella circ. 28 gennaio 1981 deve intendersi “il lavoratore il cui rapporto di lavoro risulti quiescente (inattivo o sospeso n.d.r.) per essere sospesa l’obbligazione del datore di lavoro di corrispondere la retribuzione quella del lavoratore di prestare la propria attività lavorativa”. 

In questo caso, anche nei casi di eventi di malattia, verificatasi durante il periodo di assenza ingiustificata o di sospensione del lavoratore da mancanza di certificazione, si applicano la disposizione della citata circolare, ma l’INPS sottolinea come rimanga onere del medico certificatore attestare, in scienza e coscienza, per non incorrere nel reato di falso ideologico, la sussistenza di uno stato patologico del paziente in determinate incapacità temporanee al lavoro.

Per quanto concerne il congedo di maternità ed anche parentale, gli stessi risultano prevalenti con riconoscimento delle relative indennità in quanto il trattamento economico, e il conseguente riconoscimento della contribuzione figurativa ai fini pensionistici, ha la finalità di sostenere le lavoratrici in un momento fondamentale.

Viene inoltre rammentato, più per un aspetto di durata della contribuzione particolareggiata, che per i lavoratori assunti con contratto di apprendistato di qualsiasi tipologia, le giornate di assenza ingiustificata e i periodi di sospensione in argomento non hanno determinato la possibilità di prolungare il periodo di apprendistato in quanto, secondo l’Istituto, la mancata esibizione del Green Pass non può essere considerata causa involontaria di sospensione dal lavoro.

Rettifica assenze

L’Istituto comunica che nelle ipotesi di valutazioni in merito alla non conformità delle certificazioni COVID-19 già acquisite da parte dei datori di lavoro, che determinano l’adozione di un successivo provvedimento di assenza ingiustificata o di sospensione del lavoratore con trattenuta della retribuzione di spettanza del lavoratore, e con possibilità per il datore di lavoro di inoltrare la domanda di rimborso della corrispondente contribuzione. Nel caso invece di annullamento o revoca del provvedimento di assenza ingiustificato di sospensione precedentemente adottato dal datore di lavoro, con conseguente ripristino del rapporto di lavoro senza soluzione di continuità, lo stesso sarà tenuto all’assolvimento, con effetto retroattivo, della contribuzione non versata, oltre agli oneri accessori.