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Patrimonializzazione societaria combinata con la leva fiscale

La rinuncia crediti del socio può rientrare nelle operazioni di rafforzamento ai fini dell'Ace.

A seguito della grave crisi economica derivante dalla pandemia, per le società di capitali (in modo particolare le S.r.l data la loro diffusione), tenuto conto che la maggior parte di esse sono sottocapitalizzate, è facile che le perdite d'esercizio abbiano eroso il capitale proprio, arrivando addirittura ad azzerarlo. Per questo motivo, di fronte alla straordinarietà della situazione, il legislatore è intervenuto più volte al fine di arginare le perdite emerse nell'esercizio in corso al 31.12.2020. A questo proposito, il termine entro il quale la perdita deve risultare diminuita a meno di un terzo stabilito dagli artt. 2446, c. 2, 2482-bis, c. 4, 2447 e 2482-ter C.C., è unitariamente posticipato all’assemblea che approva il bilancio del 5° esercizio successivo (2025). Al di là degli interventi mirati da parte del legislatore, una soluzione applicabile in un’ottica di rafforzamento patrimoniale, è la rinuncia da parte dei soci, che avessero risorse finanziarie disponibili o eventuali crediti (non solo per finanziamenti effettuati nel tempo) verso la stessa società, delle loro attività finanziarie. In questo modo, il valore contabile del debito della società verrebbe trasformato in una posta di patrimonio netto, e la scelta del socio di rinunciare al proprio credito permetterebbe di beneficiare del c.d. aiuto alla crescita economica (ACE ordinaria e innovativa).