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Emendamenti al DL Fiscale 2022: sanatoria R&S, Patent box, IRAP

Confermata la sanatoria per chi abbia usufruito indebitamente del credito d'imposta R&S (secondo il vecchio regime). Con riguardo al nuovo regime patent box, invece, nessun cambio di rotta al momento nonostante siano state numerose le perplessità avanzate sin da subito. 

Confermata la sanatoria per il credito d'imposta R&S. 

 

Rimane confermata la disciplina concernente la sanatoria per chi ha usufruito indebitamente del credito d'imposta R&S, che prevede la possibilità di riversare, senza sanzioni e interessi, il credito d'imposta determinato secondo il vecchio regime per gli anni 2015-2019 (art. 3 DL 145/2013) per quei contribuenti che, alla data di entrata in vigore del DL 146/2021 (ossia il 22 ottobre 2021), avevano già effettuato compensazioni nel Mod. F24.

L'importo del credito utilizzato in compensazione va riversato entro il 16 dicembre 2022. È ammesso un versamento in tre rate di pari importo con le seguenti scadenze (in caso di pagamento rateale sono dovuti gli interessi al tasso legale a decorrere dal 17 dicembre 2022):

  • 1° rata: 16 dicembre 2022;
  • 2° rata: 16 dicembre 2023;
  • 3° rata: 16 dicembre 2024.

Tale possibilità non è valida per tutti: è destinata esclusivamente alle società che, in buona fede, hanno calcolato il credito per attività effettivamente svolte (e documentabili), ma che per via delle complessità interpretative sia nella qualificazione delle attività (riconducendo erroneamente le stesse all'ambito della R&S) sia nell'applicazione delle regole di calcolo (es. quantificazione dei costi agevolabili) siano giunti alla determinazione di un credito tutto o in parte non spettante.

Per effettuare il riversamento, va inviata un'apposita richiesta all'Agenzia delle entrate entro il 30 settembre 2022, specificando:

  • il periodo o i periodi d'imposta di maturazione del credito d'imposta per cui è presentata la richiesta;
  • gli importi del credito oggetto di riversamento;
  • tutti gli altri dati ed elementi richiesti in relazione alle attività e alle spese ammissibili.

Il contenuto e le modalità di trasmissione del modello di comunicazione saranno definiti con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate da emanare entro il 31 maggio 2022.

 

Modifica al regime Patent box

 

Rimane invariato, rispetto alla prima versione del DL Fiscale, il nuovo regime opzionale in materia di patent box introdotto per i soggetti titolari di reddito d'impresa.

Si ricorda che, in base al nuovo regime che andrebbe a sostituire quello attuale, è previsto un beneficio consistente nella maggiorazione, ai fini IRES, del 90% dei costi di R&S sostenuti in relazione a software protetto da copyright, brevetti industriali, marchi d'impresa, disegni e modelli, nonché processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili, a condizione che:

  • tali beni vengano utilizzati direttamente o indirettamente nello svolgimento della propria attività di impresa;
  • le attività di ricerca e sviluppo siano finalizzate alla creazione e allo sviluppo dei suddetti beni.

I soggetti che esercitano l'opzione non possono fruire, per l'intera durata dell'opzione e in relazione ai medesimi costi, del credito d'imposta per le attività di ricerca e sviluppo.

 

Proroga sanatoria versamenti IRAP

Prorogato al 31 gennaio 2022 il termine per mettersi in regola con i versamenti IRAP dovuti dalle imprese che abbiano indebitamente fruito dello sconto IRAP relativo al saldo 2019 e primo acconto 2020, introdotto dall'art. 24 DL 34/2020, in violazione dei limiti previsti dal "Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19"

La sanatoria in questione (introdotta dall'art. 42 c. 5 DL 104/2020) consentiva all'imprese di riversare l'IRAP, senza sanzioni e interessi, qualora, nell'applicazione dello sconto IRAP in parola (che ricordiamo ricade nell'ambito degli aiuti di stato Covid), fossero stati superati i massimali previsti dal Quadro temporaneo.

Tra le varie complessità emerse vi è quella derivante dal fatto che tali massimali vanno verificati a livello di impresa unica (o, indicativamente, le imprese appartenenti al medesimo gruppo residenti in Italia) e non a livello di singola entità giuridica, con la necessità di coordinarsi con il management delle altre società.