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Consegne a domicilio: kit operativo

Consegne a domicilio: kit operativo

Generalmente le consegne a domicilio, pur se dipendenti da una miriade di fattori, costituiscono un servizio aggiuntivo che un’impresa offre ai propri clienti, con lo scopo di ricercarne e fidelizzarne nuovi, nonché per registrare un impatto positivo in termini di fatturato. Tante sono le realtà che si stanno convertendo alle consegne a domicilio, da effettuare direttamente o tramite un’apposita app o agenzie esterne. Il Covid-19 ha poi accelerato questa tendenza che per alcune aziende è divenuta l’unica alternativa possibile per la continuazione della propria attività, tra quelle specificatamente sospese così come previsto nelle disposizioni straordinarie.

Ma come funziona e quali sono i passaggi da seguire per effettuare questo servizio in sicurezza e nel rispetto delle norme?

Ecco una piccola guida per scoprire il mondo delle consegne a domicilio:

  • Attività esternalizzabile: La consegna a domicilio come strategia di vendita può essere effettuata direttamente dall’imprenditore, da un dipendente dell’impresa assunto con contratto di lavoro subordinato, o per il tramite di appositi fattorini che svolgono attività di consegna per proprio conto o per conto di agenzie esterne.
  • Autorizzazioni: Le attività di ristorazione sono da sempre autorizzate anche a esercitare la consegna a domicilio, senza alcuna formalità né comunicazione, fatto salvo il rispetto delle norme igienico sanitarie. Per le altre attività, se la consegna a domicilio non è svolta in via prevalente, non sono richieste autorizzazioni né comunicazioni. 
  • Commercio alimentare: Nel caso di commercio nel settore alimentare, deve essere inviata al competente SUAP la notifica sanitaria. I soggetti che effettuano vendite a domicilio in via non prevalente o sporadicamente non devono sottostare a ulteriori oneri e obblighi o autorizzazioni successive.
    Piattaforma esterna: Le imprese possono decidere di rivolgersi a una delle tante piattaforme che operano online e tramite app. La percentuale di compenso richiesta si aggira attorno al 20-30%: l’agenzia esterna incassa direttamente dal cliente, per poi devolvere quanto spettante all’impresa committente nei tempi e nei modi pattuiti, trattenendo però la percentuale.
  • Fiscalità delle vendite a domicilio: Le cessioni di beni effettuate da commercianti al minuto autorizzati in locali aperti al pubblico, in spacci interni, mediante apparecchi di distribuzione automatica, per corrispondenza, a domicilio o in forma ambulante non sono soggette all’obbligo di emissione della fattura, salvo che questa sia espressamente richiesta dal cliente.

Durante questo periodo di pandemia è stata incentivato e promosso molto l’utilizzo del sistema di consegne a domicilio soprattutto per tutte le attività per le quali si prevede un assembramento di persone come bar, ristoranti o stabilimenti balneari. Per tali attività è consentita la possibilità delle consegne a domicilio, che quindi rappresentano l’unica alternativa. I decreti governativi e regionali ne disciplinano lo svolgimento nell’attuale fase. Per tali imprese, la consegna a domicilio è un servizio da sempre consentito alla ristorazione e per il quale non è previsto un autonomo titolo abilitativo o SCIA né dalla normativa nazionale né, generalmente, dalle singole leggi regionali. Ciò premesso, per gestire autonomamente il servizio della consegna a domicilio si deve assicurare che siano rispettate le norme igienicosanitarie sia per il confezionamento che per il trasporto. Per le altre attività, per cui non è prevista la consegna a domicilio, se le consegne sono sporadiche, non è richiesta alcuna autorizzazione aggiuntiva.

Le imprese possono rivolgersi anche a una società  specializzata nel settore della logistica. Per il servizio di consegna reso, la società esterna richiede il pagamento di un compenso che copra i costi di pubblicità, costi di tenuta sito Internet o app e logistica, e che permetta di ottenere un margine di profitto. La percentuale di compenso richiesta, oggi, si stima attorno al 20-30%: l’agenzia esterna incassa direttamente dal cliente, per poi devolvere quanto spettante all’impresa committente nei tempi e nei modi pattuiti, trattenendo però la percentuale. Nel caso di commercio nel settore alimentare deve essere inviata al SUAP la notifica sanitaria.