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Il bonus per scoraggiare l'uso del contante

Il credito d’imposta sui pagamenti elettronici è introdotto con lo scopo di rafforzare i pagamenti digitali come forma di lotta all’evasione fiscale, il tutto attraverso bonus sui pagamenti elettronici.

Ne potranno fruire le imprese e i liberi professionisti con ricavi o compensi fino a 400.000 euro che accettano pagamenti mediante carte di credito, di debito e prepagate e altri strumenti di pagamento elettronici tracciabili.

Da inizio luglio il decreto Fiscale collegato alla legge di Bilancio 2020 ha stabilito che il valore soglia oltre il quale si applica il divieto al trasferimento di denaro liquido fra soggetti diversi venga ridotto, dagli attuali 3 mila euro, prima a 2 mila euro, e poi a mille euro, a partire dal 1° gennaio 2022.

Il beneficio è pari al 30% delle commissioni sulle operazioni con carte (di credito, debito o prepagate) o altri strumenti di pagamento elettronici tracciabili, nei confronti di consumatori finali. Il bonus è utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante modello F24 a decorrere dal mese successivo a quello di sostenimento della spesa da parte dell’esercente, secondo il principio di cassa.

Tale credito spetta soltanto se le cessioni di beni/prestazioni di servizi vengono rese nei confronti di consumatori finali.

Dal punto di vista operativo, si tratta di capire la fruizione di questo credito e gli importi da considerare. I provvedimenti dell'Agenzia e della Banca d'Italia dello scorso aprile (provv. 181301/2020 e 518286/2020) hanno chiarito l'iter.

  1. Gli operatori finanziari, ossia i prestatori dei servizi di pagamento detti anche "soggetti convenzionatori" (per intenderci, la banca che dota l'esercente del POS) inviano entro il 20° giorno del mese successivo al periodo di riferimento (come primo invio: entro il 20.08, salvo proroghe)
    all'Agenzia delle Entrate i seguenti dati necessari:
    • codice fiscale dell'esercente;
    • mese e l'anno di addebito;
    • numero totale delle operazioni di pagamento e quelle che interessano i consumatori finali;
    • importo delle commissioni addebitate per le operazioni relative ai consumatori finali;
    • ammontare dei costi fissi periodici.
    Tali dati vengono inviati utilizzando il software reso disponibile gratuitamente dall'Agenzia.
  2. Sempre gli operatori finanziari, trasmettono via PEC o nell'home- banking dell'esercente gli importi comunicati all'Agenzia, così da consentire l'utilizzo del credito.
  3. Gli esercenti sono tenuti a conservare la documentazione delle commissioni addebitate per 10 anni dall'anno di utilizzo del credito. Giova infine ricordare che sempre dallo scorso 1.07.2020 la soglia per i pagamenti in contanti scende da 3.000 a 2.000 euro.