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La passione per la falegnameria

Marco Dellagiacoma ha soli 37 anni e da ben 17 è il titolare di Naturalmentelegno. Nella sua falegnameria a Predazzo lavora il legno per farne mobili e complementi d’arredo nella convinzione che l’ambiente, e in particolare quello della val di Fiemme, è la ricchezza più grande.

Marco Dellagiacoma ha soli 37 anni e da ben 17 è il titolare di Naturalmentelegno. Nella sua falegnameria a Predazzo lavora il legno per farne mobili e complementi d’arredo nella convinzione che l’ambiente, e in particolare quello della val di Fiemme, è la ricchezza più grande.

  • Raccontaci come sei arrivato a fare quello che fai oggi
    Finite le scuola dell’obbligo, su consiglio di mio papà – boscaiolo da sempre – ho intrapreso un percorso di studi che mi avrebbe portato un giorno a diventare guardia boschi. Lui ha sempre sperato in un futuro migliore per me, lontano dal sudore e dalle fatiche del lavoro da boscaiolo. Dentro di me, tuttavia, sentivo di non appartenere a quel mondo, a dire la verità non sentivo di appartenere proprio a nulla, ero un ragazzino senza esperienze che non aveva ancora alcuna idea di cosa gli piacesse veramente. Nonostante questo, mi sono iscritto alla scuola agro forestale di San Michele all’Adige. A casa mia lavorare durante le vacanze estive era d’obbligo. Ho iniziato quindi a lavorare nella falegnameria fondata da mio nonno Giustino a Tesero e gestita oggi dal fratello e dai cugini di mia mamma. Mai e poi mai avrei pensato di lavorare in falegnameria!  Ma mi è piaciuto, mi è piaciuto proprio tanto! Così che presi la decisione di lasciare gli studi per diventare falegname. Dopo una prima esperienza durata all’incirca un anno per via della chiusura dell’attività, grazie ad un collega sono riuscito a trovare subito lavoro come garzone di un falegname di cui provo ancora grande stima professionale perché mi ha messo sotto la sua ala e mi ha insegnato il mestiere, ma più di tutto mi ha insegnato ad usare il cervello, a capire e a ragionare.
  • Partendo da zero hai dato vita a “Naturalmentelegno”. Ci racconteresti com’è nata? Di cosa si occupa questa realtà?
    Ci sono alcuni motivi che mi hanno portato a dare vita a Naturalmentelegno (il nome non è una mia idea ma di un conoscente lungimirante, a volte ci penso e mi sembra più attuale adesso che 17 anni fa). Il primo: fra i miei coetanei ed amici, anche se giovanissimi, parlavamo spesso di idee, a volte strampalate, ma che nonostante questo sarebbero potute diventare dei veri e proprio business. Il secondo: mentre ero dipendente facevo un sacco di lavoretti di falegnameria per amici e parenti al di fuori dell’orario di lavoro che mi entusiasmavano molto perché mi permettevano di dare libero sfogo alle mie idee, alla mia creatività. Il terzo: avevo instaurato con il mio collega un bel rapporto, eravamo tanto in sintonia al punto da volere aprire un’attività tutta nostra. Si era presentata la possibilità di affittare una falegnameria dismessa qui a Predazzo e non ce la facemmo assolutamente scappare. Ne parlai subito con i miei genitori, la mamma rimase un attimo perplessa mentre non si fece attendere il pieno appoggio da parte di mio papà. Per iniziare serviva però parecchia attrezzatura che non potevamo permetterci economicamente ma, grazie al supporto che la Cassa Rurale, siamo riusciti ad ottenere le risorse necessarie per dare vita a Naturalmentelegno snc. Carichi di buoni propositi e voglia di lavorare, ci mettemmo subito in gioco con l’obiettivo di farci conoscere. Circa due anni dopo le cose cambiarono completamente; il mio socio decise di lasciare la società, lasciandomi da solo nella gestione dell’attività. Nonostante la mia giovane età decisi di andare avanti, anche da solo. Dopo notti insonni e sabati e domeniche passate a lavorare, decisi di assumere il primo operaio. Oggi siamo in sei.
  • Per un artigiano che lavora il legno la materia prima rappresenta un elemento essenziale del lavoro. La Val di Fiemme, in tal senso, è un territorio ricco di preziosi boschi dai quali ricavare del legno pregiato. In che modo questa ricchezza contribuisce al vostro lavoro? Che rapporto avete con l’ambiente?
    È forte il rispetto nei confronti dell’ambiente, utilizziamo energia elettrica rinnovabile, collanti e vernici a basso impatto ambientale. L’ambiente è la nostra ricchezza più grande, tutelarlo è importantissimo sia per la qualità della nostra vita sia perché rappresenta il cuore pulsante della nostra valle. Cerchiamo sempre di proporre legname autoctono per costruire i nostri prodotti: come azienda abbiamo recentemente scommesso nella realizzazione di una linea di mobili dal design moderno, nato per recuperare il legno schiantato da Vaia, vedremo se i numeri ci daranno ragione.
  • Quali sono i vostri progetti per il futuro? Cosa vi aspettate?
    La sfida più grande per il futuro è quella con me stesso, sono andato avanti e sono cresciuto negli anni con un unico obbiettivo: alzare l’asticella, migliorare! Vuol dire migliorare la mia persona migliorare le mie conoscenze, migliorare il mio servizio, migliorare il mio prodotto in funzionalità, qualità e design, migliorare il rapporto con i miei clienti, con i miei collaboratori e aumentare la qualità del posto di lavoro, il confort e la sicurezza. Cosa mi aspetto? Fortunatamente vedo ancora tanta strada da percorrere, piena di idee, motivazioni ed emozioni, troveremo difficoltà, scopriremo nuovi limiti che cercheremo di superarli per essere la miglior azienda possibile, non intendo sul mercato, ma la migliore che saremo in grado di essere. Andando in questa direzione se mi guardo indietro e cerco di capire cosa mi riserva il futuro il risultato non può che essere positivo!
  • Se dovessi descrivere con una parola il territorio della Val di Fiemme, quale sarebbe è perché.
    La val di Fiemme è un DONO. Fino a che ero un bambino o un ragazzino non me ne rendevo conto, ero distratto, non apprezzavo, ma crescendo me ne sono accorto: le tradizioni ed i mestieri conservati negli anni, le opportunità economico-lavorative, la varietà di attività sportive o per il tempo libero, ma la cosa più bella di tutte è sicuramente il territorio che ci circonda.