Newsletter aziende

Intervista a Piazzi Luca

Una passione per il legno a 360° quella di Luca Piazzi, giovane di Masi di Cavalese che si occupa di taglio ed esbosco di alberi nell’azienda di famiglia, l’Impresa boschiva Piazzi Giancarlo & C SNC, e realizza sculture in cirmolo. E da alcuni anni si distingue anche nelle gare di abilità per boscaioli.

  • Per iniziare raccontaci chi sei e come ti sei inserito nel mondo dell’attività boschiva.
    Sono Luca Piazzi, ho 27 anni e abito a Masi di Cavalese, un verdissimo e bellissimo paese della Val di Fiemme. Il mio ingresso nell’azienda di famiglia è stato molto graduale. Ho iniziato a 17 anni dando una mano durante la bella stagione, in questo periodo ho imparato le basi del mestiere e una volta diplomato sono entrato, inizialmente, come dipendente in azienda e dopo un paio di anni come socio al fianco di mio papà Giancarlo. Fin da piccolo ho sempre vissuto nei boschi, sia per gioco sia per passare del tempo con mio padre, probabilmente la mia passione per questo ambiente ha origine fin dalla mia infanzia. Entrare come membro nell’azienda di famiglia è stato perciò un passaggio del tutto naturale.
  • Raccontaci per te qual è l’aspetto più bello e affascinante di questo mestiere
    La cosa più bella del mio lavoro è sapere che il mio ufficio è il bosco. Nelle mie 9 ore lavorative giornaliere non sono seduto ad una scrivania davanti ad un computer, ma sono sempre all’aria aperta, in mezzo agli alberi e alla natura. Certo quando piove o inizia a nevicare non è proprio il massimo, ma in questi mesi estivi le difficoltà delle intemperie sono assolutamente ripagate.
  • Durante il ciclo dell’anno il tuo lavoro come cambia e di cosa si occupa la tua azienda principalmente?
    Di base noi siamo un’azienda boschiva che si occupa di taglio ed esbosco degli alberi e delle piante. Non lavoriamo ovviamente 12 mesi l’anno perché nella stagione invernale è difficile muoversi nei boschi. Lavoriamo circa 9 mesi e tutto gira intorno al ciclo della neve, ci fermiamo quando scendono i primi fiocchi e riprendiamo quando si sciolgono per dare spazio all’erba primaverile. Se lavorassimo anche con il terreno umido e la neve sotto i piedi tutto sarebbe più rischioso.
  • In un mondo che va sempre più verso il digitale, quanti ragazzi della tua età vedi che si allontanano da questo mondo e quanto invece, in Val di Fiemme, vedi sopravvivere la realtà dei lavori boschivi?
    Ultimamente molti ragazzi preferiscono fare altri tipi di lavoro, ovviamente quello del boscaiolo è un lavoro faticoso e in molti cercano delle occupazioni più confortevoli. Lavorare nel bosco comporta dei rischi, per questo chi decide di intraprendere questa strada deve adottare un comportamento attento, meticoloso e motivato, senza dimostrare superficialità nelle proprie azioni. Per quanto riguarda la Val di Fiemme, è presente una certa controtendenza. I miei collaboratori hanno più o meno la mia età, vanno dai 25 e ai 30 anni, posso così affermare che la passione per la montagna e per i boschi è molto viva all’interno della nostra comunità. Senza tralasciare il fatto che le richieste, in seguito alla tempesta Vaia dell’ottobre 2018, hanno moltiplicato il lavoro.
  • Dopo la tempesta Vaia e dopo l’arrivo del bostrico, com'è cambiato il tuo lavoro e quali sono le azioni di prevenzione principali che usate?
    Tutte le aziende boschive della Val di Fiemme si sono ampliate e molti giovani hanno intrapreso questa strada lavorativa, quindi c’è stata una grande risposta della comunità per dare una mano a quest’opera di risanamento. Purtroppo per rivedere la montagna, nel suo vecchio aspetto, ci vorrà ancora qualche anno. Il nostro compito è quello di togliere i tronchi abbattuti, in quanto pericolosi, e rimuovere le piante affette dal bostrico per evitare che questa infestazione possa propagarsi da un albero all’altro. Abbiamo fatto grandi progressi negli anni, nonostante ciò il lavoro è ancora lungo ma siamo sulla buona strada!
  • Questo legname per cosa viene utilizzato?
    Le piante appena abbattute, avendo un legno forte, vengono utilizzate per fare assi, tavole e legno da costruzione. Se riusciamo a salvare un albero, prima che questo venga completamente rovinato, il suo legname può essere utilizzato in svariati modi.  Al contrario, le piante con il legno più danneggiato vengono, generalmente, tritate e ridotte a segatura, per poi essere utilizzata in altro modo.
  • Hai anche una passione per le gare di abilità nel taglio del legno. 
    La Magnifica Comunità della Val di Fiemme organizza da molti anni la Festa del boscaiolo, persino mio papà è riuscito a prenderne parte negli anni passati. È un'ottima occasione per ritrovare tutti i boscaioli della vallata. La giornata inizia con una celebrazione religiosa, successivamente vi è un momento conviviale ed infine ha luogo la competizione che prevede tre prove di abilità differenti e una prova extra. La prima è una gara di mira del taglio, che consiste nell’abbattimento di un tronco e il cui scopo è quello di farlo atterrare su di un palloncino. La seconda, è una prova di velocità che prevede il taglio di un tronco utilizzando un’accetta. Infine, la terza e ultima prova è chiamata in gergo “di sramatura” durante la quale bisogna ripulire un tronco dai rami presenti utilizzando una motosega e impiegandoci il meno tempo possibile. La prova extra, invece, è la più spettacolare e consiste in una gara di arrampicata: muniti di imbrago bisogna salire su di un palo, vince chi arriva primo alla cima. Quest’ultima è assolutamente la mia preferita! Negli anni il numero di partecipanti si è moltiplicato, fino a raggiungere i venti boscaioli.
  • E questa gara Luca Piazzi l’ha vinta per ben due volte.
    Fai dei lavori di artigianato con il legno, è una tua passione?
    L’inverno quando non lavoriamo nel bosco mi occupo di manutenzione e preparazione all’anno seguente. Negli ultimi anni ho trovato una nuova passione, mi diverto a creare degli alberelli di decorazione. Questa è un’attività parallela alla mia professione di boscaiolo, che gestisco, per lo più, nel tempo libero. Gli alberi, le ciotole e le pigne che creo sono delle piccole sculture in cirmolo, realizzate con la motosega e che spesso vengono esposte come decorazioni nelle vetrine dei negozi locali. Insomma, posso affermare che utilizzo la motosega tutto l’anno!